UN lungo racconto iniziato il 15 marzo 1980. In questi trent’anni gli articoli di Luna Nuova hanno accompagnato la crescente domanda di informazione che saliva da un territorio sempre più esteso: prima la valle di Susa, poi la val Sangone, quindi Rivoli e la zona ovest e infine la cintura sud torinese.
Un giornale che nelle fumose riunioni di redazione dei primi anni 80 discuteva sul futuro del parco Orsiera-Rocciavrè, della prossima autostrada del Frejus, della crisi alla Imp di Susa e alla Zanussi di Chiusa San Michele, del Giro d’Italia con Francesco Moser in maglia rosa, del pentapartito, delle scorie della nave Zanoobia e dei missili a Comiso.
Prima ancora che esca in edicola il primo numero di Luna Nuova, la cooperativa La Bottega raccoglie 300 abbonamenti, al costo di 5mila lire. Ben presto cresce il numero di pagine mentre la periodicità rimane quindicinale (con uscita il sabato) fino al gennaio ’87 quando, in seguito al fallito “matrimonio” con il giornale Rivoli 15, Luna Nuova decide di inviare i suoi cronisti nella cintura torinese e di proporsi ogni settimana ai propri lettori.
L’altra svolta importante arriva nel 1993: grazie all’informatizzazione il giornale diventa bisettimanale e continua la sua crescita, sia nella grafica che negli scritti, incontrando il favore di sempre più lettori.
In questi decenni Luna Nuova ha svolto un difficile lavoro di sintesi tra le diverse facce di un territorio vasto, dalla cintura torinese fortemente urbanizzata e minacciata da grandi opere, all’alta valle di Susa con la sua economia legata al turismo della neve, che tra Mondiali del ’97 e Olimpiadi del 2006 ha ottenuto una visibilità planetaria. Luna Nuova ha accompagnato la definitiva integrazione degli immigrati dal sud Italia e raccontato l’arrivo delle ondate migratorie, prima dall’Albania ad inizio anni ’90 e poi dai paesi del Maghreb e dall’est europeo.
Un giornale che continua a offrire uno spaccato di varia umanità, senza la pretesa di lasciare un segno nella storia ma con la consapevolezza di chi svolge seriamente il proprio lavoro: informare e contribuire ad aumentare la capacità critica di chi legge.